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09/10/2009 -

Subordinare il rilascio del permesso di costruire alla liberatoria del professionista sull’avvenuta corresponsione degli onorari professionali relativi al progetto di cui si chiede l’approvazione. È questa la norma che Federarchitetti, il Sindacato Nazionale Architetti Liberi Professionisti, propone di inserire nella Finanziaria 2010.

Con una lettera inviata negli scorsi giorni, Federarchitetti ha chiesto al Governo di sostenere misure di tutela per le libere professioni tecniche e di approvare uno specifico emendamento alla Finanziaria 2010 che preveda: “nelle istruttorie relative alle concessioni e permessi di costruire, ivi incluso le D.I.A., le documentazioni prevedano lettera liberatoria del professionista sull’avvenuta corresponsione degli onorari professionali, relativamente alla prestazione inclusa negli atti da approvare richiesti dall’Ente”.

Lo stato di crisi economica del settore libero professionale tecnico, oltrepassando ogni livello di guardia – spiega Federarchitetti –, rende necessari anche interventi puntuali e mirati come l’articolo proposto per la Finanziaria 2010, chiesto per contrastare il frequente mancato riconoscimento del credito, per agevolare la trasparenza negli incarichi e per fornire un maggiore supporto in sede giudiziaria.

Sono necessari – secondo il Sindacato – interventi strutturali, in grado di determinare un’inversione di tendenza rispetto ad una situazione che ha oltrepassato ogni livello di guardia, impedendo l’operatività alla grande maggioranza delle classi tecnico-professionali. infatti, secondo la Cassa di Previdenza, i redditi dei liberi professionisti della’area tecnica sono a livelli assolutamente insufficienti, con situazioni di particolare emergenza nelle aree meridionali.

Fra le numerose cause di questo stato di cose, Federarchitetti individua il frequente mancato riconoscimento del credito. Di qui la necessità di inserire nella Finanziaria 2010 l’articolo proposto.

Nella lettera viene, inoltre, ribadito il ruolo essenziale che le libere professioni tecniche rappresentano nel rapporto con i cittadini e le istituzioni, quale elemento di traino allo sviluppo. Tuttavia, secondo Federarchitetti, è incontestabile che alle professioni tecniche è stato riservato un ruolo marginale e soccombente rispetto a settori della pubblica amministrazione, impresa, mondo universitario, credito.

Questo rende impellente la necessità di un nuovo progetto di “riforma delle professioni” - sul quale Federarchitetti chiede di essere consultato - che si misuri coerentemente con il comparto libero professionale, al fine di introdurre elementi correttivi ed innovativi rispetto alle innumerevoli stesure rivelatesi ininfluenti nel prevedere un reale riassetto del settore.