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DIA, SCIA, CIL …comunicazioni obbligatorie. Ma quando?

IMPORTANTE!

A seguito dell’entrata in vigore della Legge 22 maggio 2010 n. 73, di conversione del D. L. 25 marzo 2010, n. 40, che introduce la liberalizzazione di taluni interventi minori, compresa (a determinate condizioni) la manutenzione straordinaria, mediante la modifica dell’art. 6 del DPR 380/01 s.m.i. e della manovra finanziaria del luglio 2010, che introduce la c.d. S.C.I.A., l’attività edilizia può essere ricondotta alle seguenti macro procedure, ampiamente illustrate nelle pagine che seguono.

Gli Uffici valuteranno le richieste presentate da privati cittadini, ditte, enti, ecc., inerenti gli interventi edilizi da realizzarsi e/o realizzati (in quest’ultimo caso viene verificata la sussistenza dei requisiti che ne consentano la sanatoria).

Le domande, corredate da idonea documentazione a firma di un tecnico abilitato (ingegnere, architetto, geometra, ecc. nell’ambito della propria competenza professionale), vanno compilate sull’apposita modulistica prelevabile dalle pagine DI OGNI COMUNE.
Le stesse vanno poi inoltrate, con le modalità di seguito indicate, agli uffici competenti in funzione dell’intervento da effettuarsi e della relativa procedura da adottarsi.

RISTRUTTURARE CASA.
BISOGNA AVERE I PERMESSI E DICHIARARE I LAVORI PER LEGGE.

MA COME SI FA E DOVE SI DICHIARANO I LAVORI?
ECCO LA SPIEGAZIONE…SEMPLICE ED ESAUSTIVA:

DIA, DICHIARAZIONE DI INIZO ATTIVITA’ – Testo Unico dell’Edilizia D.P.R. 380/01

Attività edilizia subordinata a D.I.A. (in alternativa al permesso di costruire)

  1. opere di manutenzione straordinaria non rientranti nel campo di applicazione dell’articolo 6 del D.P.R. n. 380/01 s.m.i. quali interventi strutturali, installazione di pannelli solari, fotovoltaici e termici da realizzare in zona A, ecc.;
  2. opere di restauro e risanamento conservativo;
  3. ristrutturazioni edilizie, comprensive della demolizione e della ricostruzione con la stessa volumetria , superficie e sagoma dell’edificio preesistente;
  4. interventi sottoposti a permesso di costruire, qualora siano specificamente disciplinati da piani attuativi che contengano precise disposizioni plano volumetriche, tipologiche, formali e costruttive, la cui sussistenza sia stata esplicitamente dichiarata dal Consiglio comunale in sede di approvazione degli stessi piani o di ricognizione di quelli vigenti;
  5. sopralzi, addizioni, ampliamenti e nuove edificazioni in diretta esecuzione di idonei strumenti urbanistici diversi dai suddetti piani attuativi ma recanti analoghe previsioni di dettaglio;
  6. mutamenti di destinazione d’uso di immobili o loro parti, che non comportino interventi di trasformazione dell’aspetto esteriore, e di volumi e di superfici; la nuova destinazione d’uso deve essere compatibile con le categorie consentite dalla strumentazione urbanistica per le singole zone territoriali omogenee;
  7. impianti serricoli funzionali allo sviluppo delle attività agricole, di cui alla Lr n.8/1995;
  8. parcheggi con capienza massima di 300 posti auto, da destinare a pertinenze di unità immobiliari e da realizzare nel sottosuolo del lotto su cui insistono gli edifici, se conformi agli strumenti urbanistici vigenti.

•1. l’attività edilizia può iniziare dopo 30 giorni;
•2. la D.I.A. deve essere corredata, dall’indicazione dell’impresa esecutrice dei lavori e dal D.U.R.C.;
•3. il progettista, o un tecnico abilitato, deve emettere un certificato di collaudo finale che attesti la conformità dell’opera al progetto presentato.
•4. lo stesso tecnico deve presentare la ricevuta dell’avvenuta presentazione della variazione catastale ovvero una dichiarazione che le opere di cui alla D.I.A. non hanno comportato modificazioni del classamento.

SCIA, SEMPLICE COMUNICAZIONE DELL’INIZIO DEI LAVORI – Legge 122/2010
Riguarda quell’Attività edilizia subordinata a semplice comunicazione dell’inizio dei lavori da parte dell’interessato all’Amministrazione comunale, nel rispetto dei medesimi presupposti di cui all’art. 6 comma 1 del DPR 380/01
A tale comunicazione vanno allegate eventuali autorizzazioni obbligatorie ai sensi della normativa di settore (autorizzazione paesaggistica, archeologica, nulla osta dei Vigili del Fuoco, autorizzazione sismica, pareri igienico sanitari …)

Gli interventi per i quali è richiesta la semplice comunicazione sono, ad esempio:
a. opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a novanta giorni (es. installazione di un teatro tenda, di un tendone da circo);
b. opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, anche per aree di sosta, che siano contenute entro l’indice di permeabilità, ove stabilito dallo strumento urbanistico comunale, ivi compresa la realizzazione di intercapedini interamente interrate e non accessibili, vasche di raccolta delle acque, locali tombati (es. realizzazione di uno spazio vuoto per isolare le parti interrate di un edificio dal terreno circostante, atto ad impedire infiltrazioni d’acqua);
c. pannelli solari, fotovoltaici e termici, senza serbatoio di accumulo esterno, a servizio degli edifici, da realizzare al di fuori della zona A) (centro storico) degli strumenti urbanistici vigenti di cui al decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1969 n. 1444;
d. aree ludiche senza fini di lucro ed elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici.

CIL, COMUNICAZIONE DI INIZIO LAVORI _ Legge 22 maggio 2010, n. 73

Tale comunicazione viene richiesta quando devono essere realizzati interventi di:

manutenzione straordinaria di cui all’articolo 3, comma 1, lettera b) D.P.R. 380/01 s.m.i., ivi compresa l’apertura di porte interne o lo spostamento di pareti interne, sempre che non riguardino le parti strutturali dell’edificio, non comportino aumento del numero delle unità immobiliari e non implichino incremento dei parametri urbanistici.

La comunicazione di inizio dei lavori dovrà contenere i dati identificativi dell’impresa alla quale intende affidare la realizzazione dei lavori, relazione tecnica asseverata datata e corredata dagli opportuni elaborati progettuali, a firma di un tecnico abilitato il quale dichiari di non avere rapporti di dipendenza con l’impresa né con il committente.
Tale relazione dovrà contenere, inoltre, specifica attestazione in ordine alla conformità delle opere da realizzare rispetto agli strumenti urbanistici, ai regolamenti edilizi vigenti e alla circostanza che la normativa statale e regionale non prevede il rilascio di un titolo abilitativo. Il tutto sempre nel rispetto dei medesimi presupposti di cui all’art. 6 comma 1 del DPR 380/01 s.m.i.

La Comunicazione di Inizio Lavori impegna in modo particolare il tecnico professionista che è chiamato a redigere il progetto delle opere da effettuare, composto da:

– relazione tecnica di intervento;
– grafici esplicativi delle opere da realizzare;
– dichiarazioni;
– asseverazioni, sotto la propria responsabilità;
– aggiornamento catastale dell’unità immobiliare interessata dagli interventi previsti nel progetto allegato.

PERMESSO A COSTRUIRE

  1. opere edilizie non rientranti nei casi di comunicazione di inizio lavori e di D.I.A. precedentemente elencati;
  2. interventi di nuova costruzione e di ristrutturazione urbanistica non rientranti nelle ipotesi in cui è prevista la D.I.A.;
  3. interventi disciplinati da specifiche norme di settore, che possono essere autorizzati in deroga agli strumenti urbanistici vigenti (parcheggi pertinenziali, recupero abitativo dei sottotetti, interventi straordinari di ampliamento, di demolizione e ricostruzione e di riqualificazione delle aree urbane degradate previsti dal c.d. piano-casa);
  4. accertamenti di conformità urbanistica ed edilizia

NOVITA’.

Il decreto “incentivi” è legge: al via gli interventi di edilizia libera e “quasi libera”.

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 120 del 25 maggio 2010 è stato pubblicata la L. 73/2010, legge di conversione del Decreto “incentivi” (D.L. 40/2010).
Il Decreto Legge 25 marzo 2010 n. 40, entrato in vigore il 26 marzo 2010, prevede, all’art. 5, la riscrittura dell’art. 6 (Attività edilizia libera) del D.P.R. 380/2001, Testo Unico dell’Edilizia.
Inizialmente il D.L. prevedeva la possibilità di realizzare, senza alcun titolo abilitativo, gli interventi edilizi di manutenzione ordinaria e straordinaria (che non comportano l’aumento del numero delle unità immobiliari) , “salvo più restrittive disposizioni previste dalla disciplina regionale (…)”.
In base al testo pubblicato le norme nazionali prevalgono su quelle regionali mentre per la manutenzione straordinaria sarà di nuovo obbligatorio l’intervento del tecnico.

Rientrano negli interventi realizzabili senza alcun titolo abilitativo:

  1. gli interventi di manutenzione ordinaria
  2. gli interventi volti all’eliminazione di barriere architettoniche che non comportino la realizzazione di rampe o di ascensori esterni, ovvero di manufatti che alterino la sagoma dell’edificio
  3. le opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che abbiano carattere geognostico, ad esclusione di attività di ricerca di idrocarburi, e che siano eseguite in aree esterne al centro edificato
  4. i movimenti di terra strettamente pertinenti all’esercizio dell’attività agricola e le pratiche agro-silvo-pastorali, compresi gli interventi su impianti idraulici agrari
  5. le serre mobili stagionali, sprovviste di strutture in muratura, funzionali allo svolgimento dell’attività agricola

Gli interventi individuati dal comma 2° sono invece i seguenti:

  1. gli interventi di manutenzione straordinaria di cui all’articolo 3, comma 1, lettera b), ivi compresa l’apertura di porte interne o lo spostamento di pareti interne, sempre che non riguardino le parti strutturali dell’edificio, non comportino aumento del numero delle unità immobiliari e non implichino incremento dei parametri urbanistici;
  2. le opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a novanta giorni;
  3. le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, anche per aree di sosta, che siano contenute entro l’indice di permeabilità, ove stabilito dallo strumento urbanistico comunale, ivi compresa la realizzazione di intercapedini interamente interrate e non accessibili, vasche di raccolta delle acque, locali tombati;
  4. i pannelli solari, fotovoltaici e termici, senza serbatoio di accumulo esterno, a servizio degli edifici, da realizzare al di fuori della zona A) di cui al Decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444;
  5. le aree ludiche senza fini di lucro e gli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici.

Per questa seconda tipologia di interventi (2° comma) sarà necessario inviare preliminarmente al comune una comunicazione di inizio lavori, cui dovranno essere allegati:

  1. i dati identificativi dell’impresa alla quale si intende affidare la realizzazione dei lavori
  2. una relazione tecnica provvista di data certa e corredata degli opportuni elaborati progettuali, a firma di un tecnico abilitato
  3. una dichiarazione del tecnico che asseveri di non avere rapporti di dipendenza con l’impresa né con il committente e che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti e che per essi la normativa statale e regionale non prevede il rilascio di un titolo abilitativo

A differenza di quanto accade per la presentazione della DIA, non sarà necessario attendere 30 giorni per avviare i lavori che potranno avere inizio subito.
Vale la pena sottolineare, inoltre, che per la denuncia di inizio attività non è attualmente richiesta né l’apposizione della data certa sulla relazione tecnica né la dichiarazione di indipendenza del tecnico.

RIASSUMENDO

ATTIVITA’ LIBERA

  • Manutenzione ordinaria
  • Interventi per eliminare le barriere architettoniche che non comportino la realizzazione di rampe o ascensori esterni
  • Opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo
  • Serre mobili stagionali e movimenti di terra per l’agricoltura
  • Documenti: nessuno
  • Tempi d’attesa: zero

COMUNICAZIONE E RELAZIONE TECNICA

  • Manutenzione straordinaria che non riguardi le parti strutturali dell’edificio, non comporti aumento del numero delle uniotà immobiliari, non incrementi i parametri urbanistici (superfici e volumi)
  • Opere per esigenze temporanee
  • Pavimentazione e finitura di spazi esterni
  • Pannelli solari, termici e fotovoltaici e fuori dai centri storici
  • Aree ludiche e arredi di aree pertinenziali
  • Documenti: comunicazione dell’inizio dei lavori, con allegate le autorizzazioni necessarie secondo le normative di settore.Per la sola manutenzione straordinaria bisogna:
    • indicare anche l’impresa cui sono affidati i lavori
    • allegare una relazione con gli elaborati progettuali, preparata da un tecnico abilitato
  • Tempi di attesa: zero

DENUNCIA D’INIZIO ATTIVITA’ (DIA)

  • Manutenzione straordinaria che riguardi le parti strutturali dell’edificio, comporti aumento del numero delle unità immobiliari, o incrementi i parametri urbanistici (superfici e volumi)
  • Documenti: denuncia d’inizio attività + relazione con gli elaborati progettuali, preparata da un tecnico abilitato + certificato di collaudo finale
  • Tempi d’attesa: 30 giorni dalla Dia

D.L. 40/2010
DL_40_ Incentivi_coordinato

SI DICEVA CHE:

Sembrerebbe che ci sia stata la cancellazione della norma secondo cui ci fosse una deroga da parte delle Regioni per recepire o meno il DL sulla omissione della DIA.
Il DL 40/2010 è già applicabile da circa un mese in quasi tutte le Regioni eccetto quelle dove sono vigenti leggi regionali più restrittivi, come Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Val d’Aosta, Provincia di Trento, Provincia di Bolzano, Campania e Sicilia.

Con l’emendamento Ventucci, tutte le regioni passerebbero al regime semplificato.

Tuttavia, si sottolinea che per le manutenzioni straordinarie sia comunque necessario presentare la comunicazione di inizio lavori, già prevista dal DL 40/2010, ed in più bisognerà allegare una relazione tecnica e un progetto firmati da un tecnico abilitato.

 
Inoltre rimane l’obbligo di rispettare  le prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali e le altre norme di settore (norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienicosanitarie, relative all’efficienza energetica e del Codice dei beni culturali e del paesaggio). E rimane l’obbligo della prsentazione della modifica dello stato dei luoghi al catasto.
 
 
 

 

 

Dia telematica: ora è una realtà

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Scritto da giancarlo graziani  *consigliere dell’Ordine degli architetti di Napoli
 http://www.architettinapoletani.it/cms/notizie/dia-telematica-ora-una-realt.html
http://www.na.archiworld.it/
mercoledì 23 dicembre 2009

 

L’Assessore all’Edilizia del comune di Napoli Pasquale Belfiore ha varato la “Dia on-line”.
La nuova procedura per la modalità di presentazione della Dichiarazione Inizio Attività, prevista per sempre più numerose tipologie di intervento in edilizia, è ormai realtà e sarà operativa in tutta la città dalla fine di gennaio 2010.

Il “Sisdoc – Dia Edilizia”, da compilare interamente on-line, nasce per consentire la gestione informatizzata dell’intero ciclo di vita delle DIA – dalla compilazione dei modelli alla presentazione con autocertificazione da parte del professionista, dalla gestione del procedimento alla richiesta di eventuali integrazioni – dando la possibilità all’utente di monitorare costantemente lo stato di avanzamento della pratica dal proprio terminale.

L’accesso alle informazioni avverrà tramite l’uso del PMM www.pmm.napoli.it (Portale Metropolitano Multicanale) ed il sistema SISDOC, una sorta di scrivania virtuale da cui si potrà avviare una dichiarazione di inizio attività e procedere con la compilazione guidata dei modelli. Si tratta di una importante innovazione che pone, una volta tanto, l’Amministrazione napoletana all’avanguardia rispetto al contesto nazionale. Al tavolo di lavoro, fortemente voluto già dalla precedente Giunta, sedevano l’ing. Paolo Eugenio Cresci e la dott.ssa Anna Somma (del Servizio Sistema Informativo Amministrativo e Documentale), ed il dott. Giuseppe Cozzolino (Direzione Generale – Unità di Progetto Dematerializzazione DIA).

In più occasioni l’Ordine degli Architetti è stato chiamato al tavolo per esprimersi sul procedimento ed ha fornito numerosi contributi ed osservazioni che hanno consentito di migliorare la funzionalità e l’applicabilità della procedura. Tutto il lavoro è stato poi portato all’attenzione di una apposita commissione di lavoro del Consiglio Nazionale degli Architetti (composta dal neo consigliere Pisciotta e dagli arch. Pizzolato e Capuani, oltre che dal Presidente dell’Ordine di Venezia arch. Antonio Gatto e dal dott. Musicò del Dipartimento della Funzione Pubblica del Ministero, coordinati dal segretario nazionale Mirizzi), che ne ha verificato le potenzialità, confrontandole con altre realtà del paese, al fine di evidenziare le procedure di de-materializzazione messe in essere ad oggi nelle pubbliche amministrazioni. I migliori spunti sono stati rilevati proprio dalla procedura disposta dal comune di Napoli, da quello di Venezia e di Frosinone.

Le risultanze di tali lavori saranno oggetto di una prossima manifestazione che si terrà a Roma per “esportare” il modello telematico in tutte le amministrazioni locali del paese. Netti i vantaggi di questa nuova modalità di presentazione, in primis la massima trasparenza del procedimento, ma anche la diminuzione dei tempi di lavorazione da parte dei responsabili del procedimento, la certezza e la chiarezza sui vincoli e la documentazione necessaria per la presentazione delle pratiche. Non più una giungla differente da municipalità a municipalità! Come ahimè spesso è successo di riscontrare a chi ha operato fino ad oggi a Napoli.

L’obiettivo di dematerializzare il procedimento amministrativo ha introdotto quattro importanti innovazioni, interessanti anche per la ricaduta che producono sul mondo dei professionisti: – è prevista la totale esclusione della possibilità, da parte della cittadinanza, di presentare pratiche cartacee presso gli sportelli comunali; – obbligo da parte del dichiarante, al fine di ricevere eventuali comunicazioni da parte del Comune, di dotarsi di una casella di Posta Elettronica Certificata ovvero di delegare il professionista (anch’esso già obbligato ad avere una P.E.C.) ad informarlo di ogni eventuale comunicazione da parte dell’amministrazione; – asseverazione da parte del professionista di tutto quanto riportato nella pratica DIA; – possibilità per il dichiarante di ricevere, anche prima della decorrenza dei trenta giorni dalla presentazione della pratica, l’autorizzazione alla esecuzione delle opere.

Fra tutte le innovazioni quella che più ci interessa è data, certamente, dal maggior ruolo che il professionista assume nella procedura da mettere in essere. In effetti, le sopraggiunte disposizioni normative (L. n°80/05) già hanno conferito all’istituto della denuncia di inizio attività una mutata impostazione, e ciò con particolare riferimento già alla sola denominazione ora divenuta “dichiarazione” di inizio attività, oltre che alla possibilità di prevedere espressamente l’intervento in autotutela da parte dell’amministrazione. Sempre più, pertanto, l’attività del professionista risulta determinante per il corretto esito della pratica.

Egli, infatti, a seguito della stipula di un rapporto privatistico con il committente attraverso la sottoscrizione di un mandato (alla stregua di quello che si conferisce agli avvocati per delegargli tutti i poteri di rappresentanza), si assume l’onere di presentare la DIA al Comune, quello di certificare l’esattezza di tutti i dati compresi quelli forniti dal committente, ma anche l’impegno trasparente a fronte del quale dovrà pretendere un congruo corrispettivo. L’Ordine ha suggerito, proprio in questa direzione, che tra gli allegati necessari per la presentazione delle pratiche fosse compresa la copia del contratto professionale dal quale si evinca chiaramente il mandato conferito al professionista asseveratore. Inoltre, l’assenza di una copia cartacea depositata presso l’amministrazione, comporterà per il professionista anche l’obbligo di produrre una copia “conforme” a quella inviata in formato pdf all’amministrazione, da tenere presso il cantiere durante l’esecuzione dei lavori, al fine di permettere l’eventuale controllo di conformità delle opere in esecuzione.

Infine, l’idea di prevedere un inizio delle opere addirittura anticipato rispetto ai 30 giorni previsti dalla legge, consente alla procedura stessa di assumere un carattere di esplicita convenienza e competitività anche per il mercato, e che darebbe palesemente maggior certezza del diritto anche ai diversi operatori, che quindi potrebbero prediligere tale procedure rispetto a quella del permesso a costruire, snellendo anche il lavoro degli uffici. Di concerto con l’Amministrazione l’Ordine provvederà, già dai primi giorni del prossimo anno, a dare tutta la massima informazione in riferimento alla nuova procedura e le diverse attività che dovranno mettersi in essere, oltre che fornire uno “schema di contratto” per le prestazioni da svolgere.

 

10 pensieri riguardo “DIA, SCIA, CIL …comunicazioni obbligatorie. Ma quando?

  1. buongiorno,
    devo ristrutturare un monolocale di 50 mq a venezia.volevo sapere se posso modificare le pareti interne (demolire) creando un openspace lasciando solo il bagno.
    Nella planimetria non è openspace.
    Grazie

  2. Buongiorno…certo che può creare un open space e dichiararlo al catasto previa comunicazione di inizio lavori presso il comune di competenza della sua città. Attenzione a rispettare i parametri aeroilluminanti.

  3. Buongiorno,
    leggevo il post con interesse e vorrei porre una domanda:
    con altri condomini abbiamo presentato richiesta in assemblea di poter installare delle tende oscuranti a rullo che proteggano una porta-finestra non riparata da scuri.
    La tenda oscurante sarà realizzata con una tipologia di tessuto e con un colore scelto e concordato dall’assemblea condominiale…ora viene la mia domanda: l’amministratore sostiene che serva presentare una SCIA per l’installazione di questo manufatto, nonostante non sia aggettante (perchè il rullo avvolgitore è assolutamente compreso entro le spallette della porta finestra) nè modifichi l’aspetto dell’edificio.
    Posso avere un suo parere??

    Grazie mille.

  4. “Dell’approvazione del progetto da parte dell’assemblea del condominio di collocazione di tende di cui ai comma 1 e 2 deve essere data comunicazione ai competenti uffici comunali allegando la deliberazione e copia del progetto approvato entro 15 giorni dalla data di approvazione dell’assemblea. La Città si riserva entro 30 giorni dal ricevimento di procedere ad eventuale diniego nei casi non conformi al presente Regolamento.”
    Questo estratto proviene dall’art.13 del Regolamento di Polizia Urbana della Città di Torino.(N.° 221)
    Ogni città ha i suoi regolamenti urbani/edilizi e bisogna considerare la zona del piano regolatore dove e costruito il palazzo, come il centro storico, che ha maggiori vincoli rispetto ad altre zone.

  5. Buonasera,
    ho ristrutturato un appartamento di mia proprietà (rifacimento intonaci, bagno, cucina, infissi…quella che credo si definisca manutenezione ordinaria). Ho pagato tutte le fattura con bonifco alla ditta incaricata. Non ho però depositato nessuna DIA, CIL, ecc in quanto il repsonsabile dei lavori mi disse che non era necessario. Per usufruire degli sgravi fiscali al 50% è sufficente un’autocertificazione ai sensi del DPR 445/2000 sottoscritta da me con data di inizio e fine lavori?e soprattutto per la tipologia di lavori effettuati ho diritto a tale agevolazione? Grazie mille

  6. salve Laura Bruno,
    io dovrei rifare/rinnovare l impianto elettrico , rifare la pavimentazione interna ( mettendo sopra quella esistente una nuova ) , sostituire le porte interne sempre in legno e gli infissi da legno a pvc ( finestre e porte finestre) complete di zanzariere , mettere il condizionatore d aria ( creando la predisposizione ) . i lavori elencati rientrano in manutenzione ordinaria ? la ringrazio per la risposta

  7. Buongiorno, questi lavori di rifacimento impianto elettrico, nuove porte e nuovi pavimenti senza demolizione rientrano nella manutenzione ordinaria. Se solo si trovasse a spostare anche un solo tramezzo allora sarebbe manutenzione straordinaria.

  8. Buonasera a lei, mi dispiace ma nel caso di manutenzione ordinaria non si può beneficiare del 50%. Inoltre per accedere ai bonus fiscali bisogna avere una documentazione depositata al comune di riferimento, come cil scia o altro e aver pagato l’impresa con bonifico bancario con causale agevolazioni fiscali.

  9. Salve architetto. Lavori di ripristino di cemento ammalorato con trattamento dei ferri d’armatura ove necessario per intradosso balconate e pilastri in quale categoria di lavori rientrano? e quali documenti vanno inoltrati al comune? Specifico che trattasi di una villa di proprietà di due piani.
    Grazie
    Mpa

  10. Buonasera. I lavori di ripristino del cemento armato di parti esposte all’esterno rientrano in lavorazioni di manutenzione straordinaria e possono essere eseguite anche con una CIL – Comunicazione di inizio lavori. I documenti sono redatti da un tecnico nominato da voi che provvederà a redarre relazione tecnica e compilare la documentazione rilasciata dal comune, allegando vs nomina, delega e consenso al tecnico, alla ditta esecutrice dotata di durc, pagando gli oneri necessari.
    Potete avvalervi della pratica per il bonus fiscale per ristrutturazioni. Le parti strutturali interne devono essere controllate da un ingegnere perché l’ammaliamento dei ferri può essere accaduta da altre cause.